#1 _ AUTENTICITÀ ovvero divenire sé stessi

04-06-2021

La scuola è senza dubbio uno dei luoghi principali in cui si costruisce la propria identità. Certo, la conoscenza e la costruzione del sé sono un processo che dura tutta la vita, ma gli anni scolastici sono assolutamente cruciali in tale percorso. La scuola è dunque il luogo dove si forma un primo livello di socialità e dove l’individuo, quasi mai solo con se stesso o unicamente in relazione con le figure parentali, si trova immerso all’interno di un sistema in cui la relazione diventa determinante ai fini della costruzione di sé: della propria identità, dell’autostima, della capacità di affrontare e di dialogare con gli altri. Anche dal percorso scolastico passa, dunque, la costruzione della struttura della personalità, attraverso il ruolo determinante della relazione, della comunicazione e della capacità di discernere tra le proprie emozioni, i propri desideri e attitudini. Alla luce di questo la scuola stessa potrebbe – e forse dovrebbe – essere vista prima di tutto come il luogo e il tempo in cui si impara chi si è e chi si vorrebbe essere, e non solo il luogo dove si apprende o ci si istruisce.

Per indagare questa complessa trama, fatta di legami, di scambi reciproci, di scelte e di momenti di autoconsapevolezza – attraverso cui prende forma l’identità – abbiamo deciso di focalizzarci su un aspetto singolo di questa intricata dinamica, ossia sulla dimensione dell’autenticità: sia perché questa istanza è diventata una sorta di massima ideale della società contemporanea - “Sii te stesso”, “Diventa ciò che sei” o “Diventa ciò che vuoi”, a seconda dei casi, sono degli slogan che sentiamo un po’ ovunque -, sia perché l’autenticità, cioè il corrispondere a se stessi, rappresenta un momento cruciale del più ampio sistema da cui scaturisce la struttura identitaria del soggetto.

Per incoraggiare la riflessione su questo tema proponiamo la traduzione italiana di un articolo sull’autenticità del filosofo francese Claude Romano che ha il pregio di proporre nuove prospettive partendo da un confronto con le principali riflessioni novecentesche su questa questione (Heidegger, Sartre, Foucault, ecc.). Per chi fosse interessato alla problematica filosofica legata al divenire se stessi Romano ha dedicato un’opera più corposa intitolata “Ètre soi même” (Édition Gallimard, Paris, 2019).

Cerchiamo dunque di ricavare da tale riflessione sull’autenticità, che sarà pubblicata in apertura, alcuni nuclei tematici fondamentali, che potranno essere ulteriormente approfonditi nei diversi contributi del numero, così da aiutarci a capire come poter rendere l’educazione sempre più un processo in cui si impara a “diventare se stessi”:

  • l’autenticità, dice Romano, ha preso nella nostra cultura un posto analogo a quello che aveva la saggezza nell’età antica: tutti vi aspirano come “realizzazione” del senso stesso della propria esistenza, ma mentre la saggezza antica era legata a concezioni universali e oggettive della verità e dell’ordine, che si trattava di conoscere e rispettare, l’autenticità moderna è invece legata all’individuo-soggetto, che deve scoprirsi e crearsi; come si è originato questo slittamento dall’oggettivo al soggettivo, e cosa è rimasto dell’antica idea di “saggezza” nell’autenticità moderna?
  • il fatto che l’autenticità sia divenuta un ideale importante della nostra società è dovuto al fatto, e insieme anche provato dal fatto, che essa è variamente invocata come sviluppo positivo dell’individuo in numerose opere della letteratura e dell’arte degli ultimi secoli; oltre alle opere individuate da Romano, quali altre potremmo trovare per creare eventuali percorsi didattici sul tema?
  • l’autenticità come processo sembra essere contraddistinto da una dialettica tra costruire e scoprire, e tra intimità e esteriorità: “diventare se stessi” è quindi un processo complesso, che riguarda diverse sfere della vita. Si tratta di conoscersi in profondità ma anche di lasciarsi conoscere; di saper accettare certe cose di se stessi e degli altri, ma anche di scegliere chi vogliamo diventare, secondo quali modelli e valori, e con chi vogliamo stare e crescere. Come riuscire a trovare un equilibrio armonico tra questi diversi aspetti, senza che nessuno soverchi l’altro e che nessuno sia messo da parte?
  • l’autenticità è vista a volte come una forma di sincerità (verso se stessi e verso gli altri), ma questo accostamento non sempre è calzante: infatti, come sottolinea Romano, in certe situazioni la scelta migliore, per il bene dell’altro, può essere quella di non dire la verità, o tutta la verità. Anche rispetto a se stessi si può benissimo mentire “in buona fede” o in tutta coscienza, come insegna la psicologia. Come comprendere dunque l’autenticità all’interno della psicologia dello sviluppo?
  • l’autenticità è spesso pensata come un processo di conoscenza intellettuale e scelta razionale, ma nel concreto essa si realizza mediante azioni e situazioni, in cui la componente intellettiva e razionale spesso non è quella predominante. L’autenticità non è l’autocontrollo, anzi coinvolge profondamente le sfere del sentire, dello sperimentare e anche del rischiare. Come si possono educare queste sfere dell’esistenza umana, senza ricadere nel riproporre la razionalità come guida infallibile, sempre e comunque preferibile ad ogni altra facoltà?

    Deadline submission 30 novembre 2021

    Link submission: https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/about/submissions