DYNAMIS. Rivista di filosofia e pratiche educative
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli
<p><strong>Dynamis</strong> è una rivista semestrale dedicata all'approfondimento filosofico di tematiche educative. DYN pubblica articoli che indagano con approccio filosofico temi e problematiche legate al mondo dell'educazione, e che possono coinvolgere o intersecare i seguenti ambiti di ricerca: formazione, pedagogia, etica, filosofia della mente, sociologia, psicologia del'evoluzione, didattica delle nuove tecnologie.</p> <p>DYN pubblica anche numeri speciali, affidati ad uno o più curatori esterni e dedicati ad argomenti specifici negli ambiti di ricerca indicati.</p> <p>DYN pubblica articoli in italiano, inglese, francese, spagnolo tedesco.</p> <p>Dynamis è rivista scientifica riconosciuta dall'ANVUR per l'area 11.</p>Fondazione Centro studi Campostriniit-ITDYNAMIS. Rivista di filosofia e pratiche educative2785-4523<p> </p> <p> </p>Il mondo del lavoro e la scuola nell'era digitale: un dialogo possibile?
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/298
<p>The article <em>"Il mondo del lavoro e la scuola nell'era digitale: un dialogo possibile?"</em> investigates the complex relationship between the italian educational system and the evolving demands of the labor market in the context of digital transformation. It critically analyzes how technological advancements are reshaping the nature of work and increasing the skills required to participate in it, focusing particularly on artificial intelligence, automation, digitalization, and the emergence of new professional sectors.</p> <p>While the world of work is undergoing a rapid and unpredictable evolution, the school system remains slow to adapt, hindered by structural rigidity, outdated curricula, and a lack of digital competence among educators. Italian educational reforms over the past two decades have attempted to bridge the gap between school and work through measures like work-based learning and more market-aligned programs. However, these reforms often fail to keep up with the dynamic nature of the tech-driven economy, especially in fields like data science, machine learning, cybersecurity, and digital marketing, where skills and tools evolve constantly.</p> <p>The article highlights the urgent need to rethink education from its foundations, starting from primary and secondary school grade, where students should be introduced to computational thinking, responsible digital behavior, and basic programming logic. It also addresses the ethical implications of digital technology and AI, emphasizing the importance of educating students not only in how to use these tools, but also in how to critically understand and evaluate their societal impact.</p> <p>International approaches to AI governance are compared, with a focus on the European Union's structured and human-centered regulation (AI Act), the United States' market-driven model, and China’s state-controlled, highly invested strategy. These comparisons reveal diverse priorities and suggest the need for a balanced, inclusive, and ethically grounded framework in integrating AI into both labor and education.</p> <p>Finally, the article proposes a multidisciplinary, flexible, and experiential learning model, in which informatics and digital skills are not treated as standalone subjects, but as essential components of all areas of study. By combining humanities with technology and fostering creativity, critical thinking, and adaptability, schools can better prepare students for the uncertainties of the future labor market. The piece concludes by asserting that only through a deep and systemic transformation of education can we equip future generations with the tools needed to not just survive, but thrive, in a world where digital technologies are central to both work and life.</p>Michele Vitiello
Copyright (c) 2025 Michele Vitiello
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-2388394610.53163/dyn.v8i8.298Abitare digitalmente il mondo: sviluppare abiti mentali e competenze trasversali in una società complessa
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/304
<p>La società attuale è fortemente influenzata dalla rivoluzione digitale: le tecnologie digitali possono essere un terreno comune per cercare di colmare la distanza esistente, in termini di profili di competenze, tra il mondo scolastico e quello del lavoro, ma non se vengono accettate acriticamente e sprovviste di un pensiero pedagogico che ne orienti l’utilizzo.</p> <p>In un contesto complesso e digitalmente aumentato, quali possono essere i percorsi formativi che consentono di accogliere la complessità e farla diventare una risorsa educativa?</p> <p>Il presente contributo vuole proporre, attraverso la lente europea fornita dai framework <em>LifeComp </em>e <em>DigComp 2.2</em>, una chiave di lettura per progettare percorsi formativi volti allo sviluppo di competenze trasversali e abiti mentali che consentano di vivere consapevolmente e criticamente nella società informazionale.</p>Mirko Susta
Copyright (c) 2025 Mirko Susta
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-2388475610.53163/dyn.v8i8.304La scuola nel XXI secolo. Promuovere il pensiero critico nella società dell’IA
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/305
<p>La società attuale è segnata da repentine e profonde trasformazioni, dal cambiamento climatico all’evoluzione tecnologica, le quali comportano importanti mutamenti antropologici, nel momento in cui influenzano radicalmente aspetti della vita individuale e sociale. Da questo punto di vista, l’educazione, in particolare la scuola, è interrogata in merito al proprio ruolo e al proprio significato di fronte a scenari di cambiamento che investono i modi di vivere personali, di relazionarsi, di compiere scelte individuali, ma anche di agire sul piano collettivo, professionale e civico. In altri termini, la società attuale provoca e richiede la ridefinizione di abitudini, capacità e attitudini tanto sul piano personale quanto su quello pubblico e collettivo, compreso quello professionale; in questo senso, la scuola è sollecitata ad accogliere le attuali istanze, pena la sua irrilevanza sociale; tuttavia, essa è chiamata a rispondere alle esigenze dell’epoca attuale mentendosi fedele al proprio compito pedagogico, affrancandosi da atteggiamenti accondiscendenti nei confronti delle ideologie contemporanee, che rischiano di relegarla a una posizione subalterna. Da questo punto di vista, occorre rinnovare il carattere critico e il progetto emancipativo che contraddistinguono il sapere pedagogico, al fine di concepire un’idea di scuola democratica che sappia educare l’essere umano, in quanto persona, produttore e cittadino del Ventunesimo secolo, quale individuo capace di partecipare attivamente, criticamente e consapevolmente al processo di evoluzione sociale. In questa prospettiva, si individua il paradigma dello sviluppo umano come cornice entro la quale concepire un’educazione al digitale e all’Intelligenza Artificiale e, da tale punto di vista, si interpreta l’educazione al pensiero critico quale fondamentale meta pedagogica per un’istruzione che voglia educare a vivere nell’epoca attuale.</p>Sophia Crescentini
Copyright (c) 2025 Sophia Crescentini
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-2388577010.53163/dyn.v8i8.305Riflettere con María Zambrano sulla scuola del Terzo Millennio, alla ricerca di un orientamento tra “competenze” ed Intelligenza Artificiale
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/71-78
<p>Il modello della scuola-azienda incentrata su progetti, adempimenti, alternanza scuola-lavoro, con l’invasione del digitale e la burocratizzazione della professione ha, di fatto, snaturato l’istituzione scuola, trasformata da luogo di formazione della persona ha luogo consegnato agli interessi del mercato e dei grandi gruppi industriali. Ne consegue un profondo disagio ed una profonda crisi di identità della classe docente, che si manifesta attraverso un ampio dibattito che da anni tiene banco su queste tematiche, soprattutto negli ultimi anni. Con María Zambrano riflettiamo su ciò che deve rappresentare l’essenziale del lavoro nella scuola, liberandolo da tutte le sovrastrutture che la hanno appesantita e snaturata nel corso degli anni.</p>Lucia Gangale
Copyright (c) 2025 Lucia Gangale
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-238810.53163/dyn.v8i8.311La digitalizzazione e i lavori del futuro
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/313
<div> <p>This article examines how digitalisation and demographic change are reshaping employment, occupations and skill requirements in advanced economies. It critically reviews competing claims about large-scale technological unemployment, arguing that headline estimates of job loss often exaggerate the effects of automation by focusing on occupations rather than tasks and by neglecting job creation dynamics. Drawing on evidence from OECD countries and Australia, the paper analyses long-term shifts away from manufacturing towards services, particularly health, social and care-related employment, alongside changes in occupational structure and skill demand. It highlights the growing importance of interpersonal, creative and adaptive competencies, while questioning simplistic assumptions about the dominance of STEM skills alone. The artile further explores the implications of technological change for inequality, showing how weakened labour bargaining power since the 1980s has contributed to a decoupling of productivity and wages. Finally, it addresses ethical issues arising from digitalisation, including algorithmic decision-making, the gig economy, and the governance of artificial intelligence, arguing that the social context and regulatory framework, rather than technology itself, ultimately shape labour market outcomes.</p> </div>David Peetz
Copyright (c) 2025 David Peetz
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-238852210.53163/dyn.v8i8.313Scritti gramsciani, Carlos Nelson Coutinho, a cura di A. Bianchi e G. Liguori
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/79-83
<p><em>Scritti gramsciani </em>è una raccolta di nove saggi redatti dal politologo e militante comunista Carlos Nelson Coutinho in momenti diversi della sua vita e concernenti un tentativo di approfondimento delle categorie gramsciane, nonché di applicazione delle stesse alla realtà politica e storica del Brasile. I saggi che compongono il volume furono redatti dall’autore lungo un arco temporale che si estende per circa un trentennio e vennero pubblicati per la prima volta in Italia tra il 1985 e il 2012. Dopo oltre un decennio dalla scomparsa dell’autore, tali scritti vengono qui riproposti in una nuova edizione, che assume la veste di un “omaggio della International Gramsci Society a uno studioso […] che ne è stato anche uno dei più importanti esponenti”, ma che costituisce al contempo un rinnovato richiamo alla riflessione circa l’applicabilità delle categorie del pensatore sardo “al di là del tempo e dello spazio che furono propri di Gramsci”.</p>Silvia Carlesimo
Copyright (c) 2025 Silvia Carlesimo
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-238810.53163/dyn.v8i8.294Introduzione
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/314
<p>introduzione DYNAMIS n.8</p>Damiano Bondi
Copyright (c) 2025 Damiano Bondi
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-238834Sul senso delle relazioni umane
https://dynamis.centrostudicampostrini.it/index.php/fogli/article/view/312
<p>Si riporta di seguito l’intervista rivolta al prof. Calogero Caltagirone in occasione di un incontro seminariale con gli studenti del corso di <em>Antropologia ed Etica delle relazioni socio-familiari</em> (nell’ambito del corso di laurea in <em>Scienze dell’educazione e della formazione</em> dell’Università <em>Lumsa</em> di Roma), tenuto il 19 novembre del 2025. Dall’intervista emergono i temi centrali dell’itinerario speculativo del prof. Caltagirone maturati alla convergenza tra sapere filosofico, istanza teologica e ricerca scientifica. In particolare, dialogando con il prof. Angelo Tumminelli, con gli studenti e le studentesse, qui Caltagirone si sofferma sul senso delle relazioni umane come luoghi esistenziali in cui l’esperienza umana trova il suo compimento e la sua pienezza morale. L’intervista al prof. Caltagirone, rivolta a studenti e studentesse che si formano per diventare educatori, nasce dall’esigenza di mettere in dialogo il sapere filosofico con le pratiche formative. La filosofia, infatti, non è solo un sapere teorico, ma una vera e propria pratica educativa fondata sul dialogo, così come insegnava Socrate. Attraverso il confronto critico e la ricerca condivisa di senso, essa offre strumenti preziosi per comprendere e orientare i processi educativi contemporanei. La testimonianza del prof. Caltagirone, ricca di pathos emotivo ma anche profondamente solida sotto il profilo dell’impostazione teoretica maturata in un percorso lungo e strutturato, attesta allora il movimento stesso della postura filosofica come pratica educativa aperta alla piena rivelazione assiologia ed esistenziale della persona.</p>Angelo TumminelliCalogero Caltagirone
Copyright (c) 2025 Angelo Tumminelli, Calogero Caltagirone
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0
2025-12-232025-12-2388233810.53163/dyn.v8i8.312