DYNAMIS n. 2 - EDUCARE LE EMOZIONI. Il ruolo dell'affettività nelle pratiche educative.

22-03-2022

A dispetto di un secolare sospetto, quando non disprezzo, con cui la dimensione emotiva è stata guardata e giudicata nella nostra cultura occidentale, assistiamo oggi ad una rivincita delle emozioni. La vita emotiva rappresenta una parte fondamentale dell’essere umano, una parte molto delicata perché espone la persona alle influenze del mondo esterno: una parte, dunque, che chiede di essere educata, non rigettata né tralasciata come secondaria. Si corre tuttavia il rischio di passare da una visione delle emozioni secondo cui esse andrebbero sempre e comunque “tenute sotto controllo”, quando non silenziate, alla visione opposta secondo cui le emozioni sarebbero la nostra “vera voce”, la voce della nostra spontaneità che dovremmo seguire più di ogni altra. In realtà, entrambe queste posizioni, apparentemente inconciliabili, hanno spesso una radice comune: si fondano infatti sull’idea che le emozioni siano qualcosa di “irrazionale”, di opposto al “pensiero”.

La via che proponiamo in questo numero parte invece dal considerare le emozioni come dotate di un valore cognitivo: esse, cioè, riflettono un giudizio, non sempre del tutto cosciente, sul valore che certe persone, certi oggetti, certe situazioni hanno per la nostra vita. Su questa base, è possibile sviluppare una riflessione sull’educazione all’affettività che consideri le emozioni come qualcosa da conoscere per conoscere meglio sé stessi e le proprie relazioni col mondo, come qualcosa da considerare nel compiere le proprie scelte – accanto ad altre considerazioni di ordine razionale, sociale e morale –, e come veicolo per un dialogo interpersonale basato sulla reciproca comprensione. Questa educazione all’affettività è – o dovrebbe essere – uno degli elementi principali attraverso cui si realizza la riflessione pedagogica e si concretizza l’azione educativa. All’interno del sistema scuola ciò vale non solo per gli studenti – la cui educazione all’affettività deve accompagnare l’apprendimento e la costruzione di una propria identità – ma anche per gli insegnanti, chiamati a riflettere sulle proprie gerarchie di emozioni per meglio valorizzare il loro lavoro formativo, e per meglio valutare quella tonalità emotiva nel contesto della quale si radica il rapporto insegnante-studente e la buona riuscita del percorso di formazione.

Per incoraggiare e stimolare la riflessione in questa direzione, proponiamo la prima traduzione italiana di un saggio inedito di Martha Nussbaum, una delle più importanti filosofe contemporanee, autrice del celebre L’Intelligenza delle emozioni (Upheavals of Thought, 2001). Il saggio, scritto alcuni anni prima, propone in forma di dialogo alcune delle tesi centrali che compariranno nel volume, e rappresenta un esempio di come si possa fare filosofia attraverso l’analisi della propria vita emotiva. Infatti, le tesi estremistiche di cui abbiamo parlato – quella secondo cui le emozioni sarebbero espressioni di debolezza da rigettare e quella secondo cui esse rappresenterebbero la nostra essenza più “pura” da seguire –, sono qui rappresentate dagli stessi genitori dell’autrice. Nussbaum dialoga con loro non tacendo le intense emozioni che nutre nei loro confronti, anzi facendole emergere come parte integrante della riflessione.

L’obiettivo della rivista Dynamis è quello di approfondire filosoficamente le nozioni che ispirano e guidano le pratiche educative. Questo numero, perciò, è specificamente interessato a raccogliere contributi che invitino a riflettere intorno ai seguenti temi:

- Le emozioni come dotate di valore cognitivo, che ci dicono della nostra dipendenza dal mondo esterno e del valore che assegniamo a oggetti e persone intorno a noi

- Fenomenologia della sfera affettiva: distinzioni di piani, di vissuti e di forme di intenzionalità tra le sensazioni, le emozioni, gli stati d’animo, le passioni…

- Gestione dei conflitti emotivi nell’età dello sviluppo: come comprendere e mettere a frutto le situazioni in cui la stessa persona, o lo stesso evento, suscitano in noi emozioni contrastanti?

- Problema della dipendenza emotiva nell’età dello sviluppo: nella costruzione della propria identità emergono spesso dinamiche “tossiche” di dipendenza affettiva; come prevenirle e curarle?

- Comunicazione delle emozioni e capacità di riconoscere le emozioni degli altri: la partecipazione ad altri del proprio vissuto emotivo consente di sviluppare una comprensione profonda basata sull’empatia, e quindi potenzialmente di dirimere conflitti interpersonali fondati sull’incomprensione o l’incomunicabilità. Come sfruttare questo strumento nel contesto educativo?

- Emozioni e memoria: i nostri ricordi producono in noi delle emozioni, e viceversa le situazioni che ci hanno fatto emozionare maggiormente sono quelle che ricorderemo di più. Come possiamo approfondire e valorizzare questa dinamica soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento?

- Quali progetti formativi della sfera emozionale, capaci di valorizzarne l'aspetto cognitivo, possono essere messi in campo nella realtà della scuola?

- Valorizzazione e considerazione della dimensione affettiva nel lavoro degli insegnanti: quanto il vissuto emotivo di un docente può condizionare la visione e la valutazione degli studenti? Come diventarne consapevoli, e come trasformare tutto ciò da ostacolo a strumento educativo?

DEADLINE: 30 giugno 2022

 

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