MEDICALIZZARE LA SCUOLA?
Negli ultimi anni, si osserva una crescente tendenza a interpretare le difficoltà educative attraverso il filtro diagnostico e clinico. Il ricorso a etichette come Bisogni Educativi Speciali (BES), Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) o altri disturbi dello sviluppo ha prodotto un dibattito complesso e urgente. Se da un lato tali categorizzazioni possono facilitare il riconoscimento dei bisogni degli studenti, dall'altro pongono interrogativi profondi circa i rischi di riduzionismo, stigmatizzazione e deresponsabilizzazione educativa.
Questo numero della rivista intende raccogliere contributi che riflettano criticamente sul fenomeno della medicalizzazione delle difficoltà educative, valorizzando l'intersezione tra filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia e scienze dell’educazione.
Proposte di riflessione possibili:
- Quali sono le implicazioni epistemologiche, culturali e sociali della medicalizzazione in ambito educativo?
- Qual è il ruolo della filosofia e della pedagogia nel contrastare le derive riduzionistiche e nel promuovere un approccio integrale e relazionale alla persona?
- Come si può garantire un'educazione inclusiva che riconosca le differenze senza trasformarle in mere diagnosi?
- In che modo la scuola e le istituzioni educative possono preservare il proprio compito formativo senza appiattirlo su logiche clinico-diagnostiche?
- Quali alternative critiche e costruttive esistono al paradigma medicalizzante delle difficoltà educative?
Scadenza: 8 giugno 2026