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MEDICALIZZARE LA SCUOLA?

20-01-2026

Negli ultimi anni, si osserva una crescente tendenza a interpretare le difficoltà educative attraverso il filtro diagnostico e clinico. Il ricorso a etichette come Bisogni Educativi Speciali (BES), Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) o altri disturbi dello sviluppo ha prodotto un dibattito complesso e urgente. Se da un lato tali categorizzazioni possono facilitare il riconoscimento dei bisogni degli studenti, dall'altro pongono interrogativi profondi circa i rischi di riduzionismo, stigmatizzazione e deresponsabilizzazione educativa.

Questo numero della rivista intende raccogliere contributi che riflettano criticamente sul fenomeno della medicalizzazione delle difficoltà educative, valorizzando l'intersezione tra filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia e scienze dell’educazione.

Deadline: 8 giugno 2026

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Ultimo numero

V. 8 N. 8 (2025): Accelerazione informatica: vecchia scuola per nuovi lavori?
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Il mondo del lavoro è in continua e rapida evoluzione, tanto che alcuni lavori odierni erano semplicemente impensabili venti anni fa. Il continuo progresso tecnologico, l’accelerazione informatica, e le conseguenze sul piano sociale e civile che da questa continua evoluzione derivano, incidono direttamente anche sul piano delle esperienze, delle competenze e delle capacità di cui ognuno deve essere dotato, e in primis i giovani e le giovani che dal mondo della scuola devono passare al mondo del lavoro e del vivere in società. D’altra parte, le ultime riforme scolastiche (Moratti, Gelmini, la Buona Scuola) si sono date, tra gli altri, l’obiettivo di mettere in relazione in modi e tempi diversi il mondo della scuola con quello del lavoro. Relazione che dovrebbe realizzarsi non solo sul piano della preparazione professionale, ma anche sul piano di una formazione in grado di integrare nuove modalità dell’esperienza con competenze e saperi che mettano le nuove generazioni nella condizione di affrontare con sicurezza e competenza la società che sta emergendo in questa fase storica. Si nota tuttavia una discrepanza tra un cambiamento istituzionalmente guidato e burocraticamente mediato, quale quello della scuola, e uno che sembra non controllabile né prevedibile, quello del lavoro, che sollecita nuove professionalità e nuove competenze. Sembra a volte che la scuola cerchi affannosamente di rincorrere qualcosa che non si lascia mai prendere, mutando continuamente non solo direzione, ma anche volto.

Questo numero di Dynamis è dedicato, dunque, alla relazione complicata, reale e/o auspicata, tra due “mondi”: quello della scuola da una parte, con le sue attenzioni, i suoi valori, le sue procedure, e quello delle nuove competenze dall’altra, richieste da una società e da un mondo del lavoro in continua evoluzione, spesso indeterminati e rischiosi.

Pubblicato: 23-12-2025

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ISSN 2785-4523 (online)

Rivista scientifica ANVUR area 11.